venerdì 28 settembre 2007

visto che Grillo è di moda

Apprendo notizie veramente allarmanti dal quotidiano che sfoglio con amore questa mattina. Anzi non appena metto piede nello scompartimento del solito interregionale puzzolente e pullulante di esseri umani, che come me leggono in silenzio pezzi di carta e inchiostro, vorrei proporre a tutta l’allegra comitiva un gioco. Creiamo dei comitati di carrozza, che ogni mattina si riuniscono, leggono diversi quotidiani e diventano una fucina di proposte. Non sono solo i miei occhi stanchi degli avvenimenti che avvolgono questo disgraziato paese. Mi spiego meglio. Provo allora a Focalizzare l’attenzione sulle notizie che credo siano più interessanti e rappresentative. Da una parte apprendo che non sono solo i centri sociali a essere suolo pubblico occupato, ma ci sono anche case che dei poveri cristi sono costretti a presidiare per non finire sotto i ponti. Famiglie normali: moglie 300 euro al mese, coniuge 800 euro e tre figlioli a carico. Togli 300 euro d’affitto versato, pur occupando, e ti ritrovi a Milano con 800 euro, tre figli e un futuro da terzo mondo. Dall’altra parte scopro che se un giovane promessa precaria della nostra repubblica volesse imbarcarsi su quel treno pieno di strozzini chiamato dalle banche mutuo, dovrebbe pregare per due giorni un santo a lui propizio e poi forse potrebbe avere 84 mila euro subito. Il gentile capostazione della banca rivvorà indietro 240 mila euro in 40 anni. 600 euro al mese per 40 anni. E la casa non la compra neppure il nostro sfortunato amico. O forse con quel prestito si compra un buco.
Poi continuando nel viaggio vedo un signore che si alza e mi corre incontro. Giornale alla mano. Sorride mi confessa che i costi della politica sono gli stessi soldi che le casse dello stato, contribuenti dunque, sborsano per la Chiesa cattolica ogni anno. Cavolo, penso soddisfatto, i miei comitati di carrozza stanno cominciando a funzionare. Credo anche che tante parole senza un’azione reale e costante non portino a nulla, o meglio servano solo a riempire i libri di storia. Pagina 206 Girotondi, pagina 233 Beppe Grillo. Spero che la prossima non sia la mia.

sabato 15 settembre 2007

1000 euro in 4

Il primo giorno che entrai in università, un povero cristo con aria altezzosa fece tuonare la sua
voce roca dicendo "sarete la futura classe dirigente".
Quel giorno non riuscii a capire se quel pingue individuo si riferisse a me, a noi oppure a qualche raccomandato della sedia accanto, oppure ai suoi tre figli, nipoti, cugini.
Oggi dopo alcuni anni io e i miei cari amici, più o meno laureati, più o meno con un pizzico di esperienza alle spalle facciamo gran fatica a portare in casa 1000 euro in quattro. ma non solo i soldi, anche le soddisfazioni dopo un poco sfumano.
Credo che il ciccione si riferisse a quel bella figliola al mio fianco, che la raccomandazione se la sarà presa sicuramente da sola.

giovedì 13 settembre 2007

http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/test-universit-/inte-studente/inte-studente.html

le parole sono poche. ma questa è proprio l'Italia dei furbi. non i pupazzetti però....

spero che il link sia attivo.
se no copiatelo e volate alla pagina.
io nel frattempo imparo a creare link.

mercoledì 12 settembre 2007

a ogni stagione il suo rischio.

Saremmo dovuti morire soffocati da un caldo devastante, capace di trasformarci in baccalà dopo mesi di essicazione.
Avremmo dovuto rimanere a digiuno per un intera stagione. Con un caldo così non cresce proprio un bel nulla. desertificazione, piove poco, anzi no piove tanto. Banalità e qualunquismo alla Costanzo invadono la comunicazione in ogni suo angolo, anche il più recondito.
E allora finita un'estate apocalittica, siamo di nuovo in attesa di un buon inverno. Ed ecco apparire all'orizzonte di questi scampoli di bella stagione lo spettro russo ( non il comunismo...) della chiusure dei rubinetti.
"Siamo ancora a rischio di rimanere al ferddo e al buio e siamo ancora più fragili di prima". Queste le parole di Fulvio Conti, amministratore delegato dell'Enel, che di sicuro non si riferiva alla sue lussuose abitazioni sparse qua e la nell'ecumene italiana.
Magari è ora di investire in queste benedette fonti energetiche alternative, e di finirla di alimentare giono e notte vetrine di pacchiani rivenditori di moda, centri commerciali, palazzi e cortili, strade centrali. Forse è la volta buona che i romantici come me potranno ancora godere delle stelle senza dover rifugiarsi in montagna. Nel frattempo io mi ordino una bella stufetta tirolese e un po' di legna, che non si sa mai. E voi?